SILENT SCREAM - Interview
Giunti con "Unpopular" al secondo minicd, gli Icon of Hyemes si affacciano alla piccola ribalta della scena estrema del nostro paese, contribuendo a popolare un sottobosco fitto di novità interessanti. Scopriamone di più lungo questa lunga chiacchierata...
Un'ideale connubio tra death svedese ed americano: è questa la definizione che probabilmente rispecchia meglio la musica degli Icon of Hyemes. Eppure, a sentire bene, sembra esserci anche dell'altro. Svelate il mistero e diteci quali sono le vostre principali influenze!
Sicuramente le due "scuole" che tu hai citato sono state oggetto di numerosi ascolti da parte di tutti noi, specialmente quella svedese, ma le influenze musicali e culturali che hanno lasciato un'impronta in questo nuovo prodotto vanno ben oltre...un esempio? Il titolo "Unpopular", ovvero ciò che è impopolare , è "figlio" illegittimo di una grande canzone di F.Guccini "l'avvelenata", che rappresenta per noi il manifesto dell'artista commediante, fanciullo, profondo, consapevole, crudo, scomodo, contro...
Se non erro originariamente vi chiamavate Alphard, e solo successivamente avete optato per l'attuale Icon of Hyemes: come nasce e cosa significa il vostro attuale monicker?
ALPHARD, il nome di una stella, era il nome che scegliemmo in via provvisoria quando più di 3 anni or sono Pillo (v) e Matteo (bt) decisero di ricreare un nuovo gruppo partendo dalle ceneri di un esperienza musicale comune: DECEMBER, ma era destinato ad essere sostituito nel momento in cui avremmo trovato la formazione definitiva del nuovo progetto. ICON OF HYEMES significherebbe letteralmente "l'immagine dell'inverno", o "della tempesta"...l'idea che volevamo rendere attraverso il monicker era quella di un qualcosa di mutevole e sfuggente, non ben catalogabile, qualcosa che fosse al contempo espressione di potenza e rabbia ma circoscritta nel tempo (come l'attimo di un fulmine) e confusa nello spazio (un'istantanea, un'immagine, un riflesso).
"Unpopular" è un disco, oltre che ben suonato, parecchio ben prodotto: come vi siete trovati a lavorare presso i FEAR studios?
Vivere l'esperienza del lavoro in studio è stato fantastico, e se siamo così soddisfatti del nostro lavoro e di quell'esperienza è senz'altro merito dei ragazzi del Fear. In fondo non è scontato provare grande feeling fin da subito con chi siede al di là della regia, e affidare il tuo lavoro alle mani di un "estraneo" è sempre difficile all'inizio: per quanto mi riguarda poi vincere le timidezze iniziali non è mai cosa di poco conto. Ma con Gabry, Paso e Stefy, è andato tutto alla grande!!! Il consiglio che posso dare a tutti è che la scelta dello studio è davvero importante, è un atto di fiducia, un pò come fare un tatuaggio, alla fine il lavoro rimane indelebile sul dischetto ottico, e gli errori si pagano. Io personalmente rifarei la scelta Fear a occhi chiusi anche per le prossime produzioni, e poi ad Alfonsine si mangia della pizza coi ciccioli da paura!!!
Brani complessi e partiture piuttosto tecniche: raccontateci come nascono le vostre composizioni.
I brani nascono sostanzialmente da diversi riffs di chitarra che danno una prima idea della composizione, quindi si passa ad arrangiare le varie parti in base ai gusti ed alle sensazioni di ognuno di noi fino a raggiungere un equilibrio che ci soddisfa tutti. Spesso capita che le idee inziali vengano totalmente stravolte, comunque lasciamo sempre aperta la composizione di un pezzo a nuove idee che possano migliorarlo.
Dopo due mini cd (questo ed il precedente "Gift") credo sia giunto il momento per un'uscita sulla lunga distanza. La considerate imminente o ci farete aspettare un altro pò?
Ci piacerebbe moltissimo fare un full-length, ma purtroppo nel nostro caso (e crediamo sia così per molti) c'è l'aspetto economico a frenare il processo produttivo: putroppo realizzare un prodotto di buona qualità è un lavoro dispendioso: se col primo lavoro "Gift" abbiamo capito che potevamo contare sulle nostre idee è anche vero che abbiamo notato subito l'esigenza di ricercare una produzione più curata, così, visti i mezzi che avevamo, abbiamo deciso che avremmo prodotto un altro minicd, quindi puntando sulla qualità e non sulla durata. La scelta del formato del minicd (sotto ai 30 minuti), che in partenza può sembrare obbligata è però stimolante in fase di composizione. Per quanto ci riguarda per entrambi i dischi avevamo la cosapevolezza di creare un prodotto, seppur nella sua breve durata, coeso e coerente, in enbrambi i casi le canzoni sono legate da un sottile filo conduttore e l'ordine stesso dei pezzi segue un andamento che è funzionale per recepire i pezzi come una cosa unica. Poi sta a voi giudicare il nostro operato. Per quanto riguarda il futuro speriamo di riuscire a realizzare entro l'anno uno split cd con un gruppo straniero su cui stiamo lavorando.
Concerti ed attività live: riuscite a suonare abbastanza spesso o anche voi, come parecchie altre band italiane, trovate difficoltà in questo senso?
E chi non trova difficoltà a suonare metal nel nostro bel paese lobbista?!?! Anche noi abbiamo gli stessi problemi, ma la KICK PROMOTION ci sta dando una mano anche in questo senso!
Dateci un parere, dall'interno, sulla scena underground estrema del nostro paese...
Crediamo ci siano dei grandi gruppi nella scena estrema italiana, non mancano certo le idee, ma qualcuno che investa su di esse!! Ci piacciono davvero molto tutti i "grandi nomi" della KICK : Infernal Poetry, Natron, Undertakers, Kiss of Death coi quali tra l'altro avremo il piacere di suonare in una data unica il 31 maggio a Lecce coi VICIOUS RUMORS.
Ed infine: guardate in faccia chi vi sta leggendo e ditegli la prima cosa che vi passa per la mente!
Leggiti un libro, divertiti come più ti piace, ascolta molta musica di tutti i generi, fai cose, vedi gente, fatti gente, vedi cose.... ma cerca di tener accesa la tv il meno possibile. Anche se ce lo raccontano da anni, non esiste il pensiero unico.