BOLOGNA METAL FEST - Live report

TRUEMETAL
...Giusto il tempo di cambiare equipaggiamento, e salgono sul palco gli Icon Of Hyemes, forti di una proposta decisamente più violenta rispetto agli openers. L’assalto del quintetto fa subito presa sul crescente pubblico, che dimostra di apprezzare l’originale death metal a metà strada tra melodia e brutalità. Sfortunatamente qualche problema a livello di resa sonora compromette in parte la riuscita dell’esibizione (le chitarre in più di una circostanza hanno sovrastato la voce, e la batteria ha sofferto di un suono troppo minimale), che si chiude con un paio di cover (Testament e At The Gates), che per la verità sono i pezzi che hanno convinto di meno. Complimenti comunque a questi ragazzi, soddisfacenti sul loro lavoro.
Setlist: Start To Blame / Gorevolution / Replica / Take My Body To Replacement / Asphyctic Song / D.N.R. (Do Not Resuscitate)...

HATERNAL
...Seguono gli Icon of Hyemes, formazione che ho visto dal vivo più di una volta. Il loro svedish death un po’ atipico (alternante crushing a momenti slow melodici) ha sicuramente contribuito a riscaldare gli animi dei fan del genere presenti, ma non solo: grazie ad una prova magistrale di tutti i componenti, bravissimi a “lottare” con un palco difficile da gestire, gli Icon of Hyemes hanno fatto una bellissima figura, andando ben oltre le mie già alte aspettative: in effetti, avevo paura che un gruppo death gettato nella mischia potesse non essere gradito, ma il pubblico si è dimostrato caldo e aperto di mente...

METAL HAMMER
...Decisamente più pesanti gli Icon of Hyemes, autori di un death metal melodico di impronta tipicamente svedese, che alterna momenti di aggressiona pura a fraseggi melodici davvero piacevoli. Hanno un demo-CD alle spalle se non erro, e stasera mostrano di avere classe e convinzione in abbondanza. Soffrono un po? di qualche problema sonoro, ma il pubblico reagisce bene e con un paio di cover conclusive escono tra i meritati applausi...

FLASH
Death metal violentissimo e molto tecnico quello proposto dal feroce singer Filippo Urso, degnamente spalleggiato dai due axeman Vincenzo Di Maria. e Luca Enei e dalla violentissima sezione ritmicaformata dal bass player Luca Pancaldi e dal drummer Matteo Lesi. Spesso e volentieri la classe comunque dimostra dal gruppo li porta a spostare il sound verso un death metal tecnicissimo ma sempre assai virulento.Bravi comunque....