GIFT - MCD 2001

METAL SHOCK n°345
7

METAL.IT
I bolognesi Icon Of Hyemes, dopo un periodo di gavetta e di concerti, esordiscono con questo mini cd autoprodotto e ci presentano, nell’arco dei quattro brani più intro, un death metal melodico, ma in “Gift” sono chiaramente riconoscibili anche influenze che vanno dal black al thrash americano; volete qualche termine di paragone per orientarvi ? Allora vi dico che, oltre agli immancabili nomi di Dark Tranquillity, In Flames e At The Gates, si possono a mio avviso aggiungere quelli di Slayer e Death, ma è con grande piacere che ho notato dei bei giri alla Dissection (quanto mi mancano !!). Come avrete facilmente intuito ci sono quindi degli ottimi spunti e non manca la personalità, dato che gli Icon Of Hyemes non sono un gruppo clone di qualche band svedese come invece ne proliferano di questi tempi, l’unico problema che viene a smorzare questo mio entusiasmo è purtroppo una registrazione e una produzione non all’altezza (non voglio infierire), che rischia di relegare questo lavoro nella categoria “amatoriale”. D’altronde è il rischio delle autoproduzioni, e non sapete quanto mi dispiaccia far notare questo neo, dato che composizioni come “As Burning Within”, immaginate con un suono e una produzione come ad esempio quelle dell’album capolavoro “The Gallery”, sarebbero state competitive a livello europeo, non ho dubbi. Non che il cd sia inascoltabile, sia chiaro, ma c’è come un’ancora che impedisce ai brani di decollare. Consiglio vivamente alla band, quindi, di riutilizzare un paio di brani tra cui sicuramente anche “Revelation”, per un eventuale prossimo full lenght, questa volta con una produzione come si deve. Detto questo devo dare atto però di una confezione e un booklet molto curati e ricchi di foto, che fanno da cornice, come scritto sopra, a composizioni piene di ottime idee, che alternano tipiche melodie swedish style a momenti più thrash. Come ho avuto più volte modo di constatare di persona inoltre, i brani di “Gift” acquistano ulteriore potenza e aggressività in sede live, dove la band dà dimostrazione di tutto il suo valore. Spero vivamente di ascoltare nuovi lavori degli Icon in futuro perché questo mini cd è davvero un buon inizio.Il voto qui sotto deve tenere conto dei pregi ma anche, e mi duole, dei difetti di “Gift”; in parole povere i brani meriterebbero di più, ma il suono proprio non va. 7,5/10

HM PORTAL
Sono rimasto piacevolmente sorpreso da “Gift”, demo di cinque tracce degli Icon Of Hyemes, soprattutto per la capacità dei cinque ragazzi di miscelare diverse influenze, non solo Death-oriented. Infatti soprattutto nella seconda traccia (la prima è un romantico intro strumentale di chitarra pulita) emergono evidenti richiami, soprattutto per ciò che riguarda il guiar-riffing e il cantato, al black metal di acts come i Darkthrone, mentre in “Cursed Menfolk” si sente molto l'influenza nelle chitarre ritmiche dei sempreverdi Maiden. In più, il combo bolognese riesce ad imporsi tra i tanti gruppi Death Metal dell'underground italiano grazie anche a un buon guitar-work e a cambi di tempo violenti e inaspettati. Da migliorare forse il songwriting anche se devo dire che per ciò riguarda il lato strumentale ci siamo proprio!Un discreto debutto per una band con la giusta attitudine per sfondare...speriamo solo non si perdano per strada...
Songwriting: 3/5 Produzione: 3.5/5 Innovazione: 3 Tecnica: 4 Totale: 7/10

CRASH MAGAZINE
La band nasce nel 1999 e suona un Death Metal a volte vicino al Brutal altre volte molto più Power e melodico con cori epici. La tecnica di base è buona e gli assoli ben articolati. Il gruppo ha anche registrato un video del brano più bello del demo "As burning within" che denota una band molto professionale e concreta. Sicuramente validi. VOTO: 7

NIHIL ZINE
6.5/10

UNDERGROUND NEWS
6/10

METALLUS
Esordio convincente e pieno di speranze per gli Icon of Hyemes, quintetto di Bologna dedito ad un death metal aggressivo e melodico sulla scia dei primi lavori di In Flames e Dark Tranquillity; ancora la scuola scandinava a dettare legge, pertanto, almeno nelle influenze di base dei giovani virgulti del metal nazionale. Va detto, però, che gli Icon of Hyemes non si limitano a proporre dei brani scontati e derivativi, fotocopia sbiadita delle creazioni delle formazioni nord europee sopracitate; il five-piece felsineo si produce, in effetti, in una veste più elaborata e contorta delle caratteristiche che hanno delineato il suono di due dei combo portabandiera della scuola di Gotheborg. Da una parte abbiamo quel gusto nei fraseggi di chitarra, creazioni di Vincio e Luca, i due ax-man, dalla forte reminiscenza folk mischiato ad una certa aggressività minimalista, elemento peculiare di “Lunar Strain” e “Subterranean”, i primi due lavori della band di Jesper Stromblad. A completare il quadro c’è, dall’altra parte, la struttura elaborata dei brani, ricca di sta cchi ed accelerazioni, con la presenza di riff molto contorti, di chiara matrice techno-thrash americana (un po’ di Annihilator misto ai Death Angel di “The Ultra-Violence”), con assoli in crescendo quasi sinfonico e dal sapore arioso, che riporta alla mente, assieme al lavoro della batteria di Matteo, il full-lenght “Skydancer” dei Dark Tranquillity. Molti punti di riferimento, forse troppi. Questo, in realtà, è il principale problema di “Gift” il demo del quintetto Bolognese, che soffre, però, anche di una pessima produzione, dove la voce di Pillo sembra provenire da una caverna o da un tunnel situato ad una decina di chilometri dalla sala d’incisione, problema che sminuisce la sua pur buona prestazione, giocata su una discreta flessibilità della tecnica growling, utilizzata in diverse forme, esterna ed interna; è quest’ ultima, quella più cupa, ad apparire, onestamente, un po’ fuori contesto e non posizionata negli episodi giusti. Ma tralasciando il fattore registrazione (che oscura molto anche Luca, il bassista ed rende troppo “ zanzaroso” il suono dei riff di chitarra), la pecca maggiore, come dicevo prima, sono proprio le influenze, a volte troppo ingombranti, che rendono un po’ scontate le creazioni ed i buoni riff degli I.O.H., molto bravi nel rielaborare i due modelli svedesi, smontandoli e ricomponendoli, come fanno benissimo nell’opener “As burning withnin” e nella traccia migliore, la conclusiva “Revelation (Dawn of the kindred)”, piena di stacchi, cambi di tempo ed umore, repentini e coinvolgenti. Un vero peccato, perché sotto l’ingombrante fardello delle due entità svedesi s’intravedono stoffa, capacità ed idee; non gettatele vie ed abbiate il coraggio di dire la vostra o finirete come i Moonstruck, gruppo connazionale degli In Flames che, indicato come promessa del death melodico un paio di anni fa, si ridusse all’ennesimo clone della formazione di Frieden &Co. Rischiate!! Per ora, in ogni modo, è consigliato l’ ascolto di “Gift”, buon demo anche se con una pessima produzione, ma dai brani pieni di stimoli ed accattivanti.3/5

METAL IS THE LAW
Questa band nasce nel '99 da Matteo (drum) e Pillo (vocalist) provenienti dal precedente progetto dei December; il combo si completò con Luca (bass) e Vincenzo (guitar). Dopo alcuni live si aggiunse anche l'altro chitarrista Luca. Dopo un'intensa attività dal vivo la band si dedica alla registrazione di questo miniCD che mi appresto a recensire. "Gift" dura circa 23 minuti, il genere proposto è un death metal molto articolato e ben suonato. Si apre con "The Fragile Entity..." intro d'atmosfera che sul suono di una notte di pioggia vede il dolce accompagnamento di un arpeggio che mi ricorda molto lo stile dei Metallica in "Fade to black", ma all'improvviso dopo il boato dell'ultimo tuono si passa a "As Burning within" dove viene fuori tutta la potenza del genere che questo combo ci presenta. Sezione ritmica serrata e precisa, riff di chitarra coinvolgenti, voce molto buona e gusto compositivo elevato sono gli elementi portanti di questa come di tutte le altre tracks :"Cursed Menfolk", "Path of Torture", "Revelation (Dawn of hte Kindred). Sono presenti anche dei bei soli di chitarra e dei momenti di pura atmosfera che rendono il cd bello anche nei momenti in cui si alza il piede dall'acceleratore. Riempio di elogi questa band che ha elevata potenzialità e che son sicuro farà parlare di se!!! Lagenzia che potete contattare per saperne di più è la KICK AGENCY: manliokick@libero.it . Dimenticavo, nel promo pack ho ricevuto il video delle prime due tracks che confermano ciò che ho detto di buono su di loro: riescono a creare spettacolo!!!

ROCK ON
Per niente male, anzi. uno dei pochi gruppi che mi sento di consigliare in questo periodo. Non capita spesso di sentire un bell’album di un gruppo pressochè sconosciuto, e paragonarlo subito ai maestri del genere.
Suonano come pochi, sono “cattivi” come pochi, e pure il disco si presenta bene. Sarebbe interessante sentirli dal vivo. L’ intro “The Fragile Entity” sorprende per l’eleganza con cui prepara l’ignaro ascoltatore alla mazzata della seconda traccia, “As Burning Within”. Anche le altre tracce sono da ascoltare con attenzione, fra le quali consiglierei “Path Of Torture”. Purtroppo anche questa band non si esime dalla ripetitività degli argomenti trattati nelle canzoni, ma del resto, se siete fan di questo genere sarete pure abituati a sentire grugniti, testi che parlano di “morte violenta con indicibili sofferenze sotto un cielo nero che porta pioggia di sangue di vergini sacrificate al demonio…” ecc.
Si deve comunque far notare come l’ascolto non risulti mai pesante, e come il martellante incedere della batteria sia spesso intervallato da stacchi “melodici” che meritano sicuramente la vostra attenzione. Una buona prova. 3/5

METALMENTE
Ci addentriamo su scenari black con questo quintetto bolognese che possiede l’incredibile pregio di possedere un logo leggibile! Scherzi a parte accingiamoci a commentare questo CD realizzato molto accuratamente. Dopo un intro arpeggiato molto romantico e d’atmosfera con tuoni a fare da sottofondo, veniamo ai quattro pezzi veri e propri. Come stile compositivo, i nostri tendono a scostarsi dalla gara di velocità che impazza tra le band del genere, e sollevando il piede dall’acceleratore riescono a proporre riffs piacevoli che molto spesso ricordano atmosfere Maideniane (compreso il coro o-oso nel finale di As burning within) e che nel complesso si rendono così più godibili e assimilabili. Avremo quindi molti inserti rallentati e puliti dove spicca un buon basso molto jazzato capace di modulazioni molto azzeccate e interessanti (un po’ tipo i nostrani Sadist tanto per rimanere in patria). La registrazione che nel complesso rende bene, perde un po’ di qualità soprattutto nei suoni di cassa e rullante che fanno molto “ fustini di detersivo “. L’unico consiglio è quindi quello di affidarsi ad una produzione più efficiente che, in generi estremi, paga di più di un songwriting particolare e ricercato.

TRUEMETAL
Un'intro bagnata dalla pioggia e si parte. Un nuovo combo italiano si lancia sulla scena metal con questo mini sicuramente promettente, ma per certi aspetti ancora troppo ingenuo e scontato. Le prime note di As Burning Within ricordano i Dark Tranquillity più distanti da questo giorno, in alcuni riff che faranno drizzare le orecchie dei fedeli amanti di Skydancer. Si passa alla traccia intitolata Cursed Menfolk: il pezzo più lungo di questo mini, è anche quello più curato dal punto di vista atmosferico e strumentale, con variazioni decadenti e malinconiche, unite alla validissima voce di Pillo impegnato nel dar vita alle lyrics più suggestive del nastro.
Ci avviciniamo sempre di più alla fine di questi minuti. Nessuna variazione particolare di intensità ed energia: il gruppo prosegue con melodie sempre più acide e taglienti nella conclusiva Revelation (Dawn Of The Kindred), rendendo evidenti le influenze svedesi tipiche dei primi anni 90. Molto interessante in quest'ultima traccia, il lavoro delle chitarre di Luca e Vinicio.
Insomma, penso siano presenti tutti i requisiti necessari allo sviluppo di una band veramente grande, ma quello che non ho trovato nello scorrere di questi 22 minuti è stata una grandezza fondamentale, l'originalità. Sebbene l'efficacia e la potenza del suono risulti ragguardevole, le tracce mancano della costante presenza di elementi particolari e personali.

KREPUSKULUM
Death-thrash Metal with great influences of 80's Thrash metal acts like Kreator, Sodom, Exumer, Metallica & Testament, the guitar work of Vincio (rhythm guitar) & Luca (Lead Guitar) is wonderful, a complex & destructive melodic rifferama with creative soles. The vocal are very cavernous and sometimes sound out of the context in the ICON OF HYEMES' music. The best song of this work is the intense "Cursed Menfolk".

WILD ZINE
Su un supporto ritmico puramente death metal si lanciano le 2 chitarre degli ICON OF HYEMES, che macinano una costante e piacevole serie di riff veloci ma melodici, ed è proprio la costruzione di certe armonie il punto di forza di questa band, che riesce ad infondere personalità a "Gift" con una veste melodica immediata e leggermente oscura.Il death metal degli ICON OF HYEMES è però anche articolato e discretamente tecnico, buono il lavoro di riff in song come "Cursed Menfolk" e "Path Of Torture", un intreccio di chitarre a volte fluido altre meno, ma che rende ogni canzone sempre interessante ad ogni ascolto e che dimostra la voglia dei "nostri" di unire immediatezza con una non banale struttura compositiva.Anche ritmicamente il lavoro è ben articolato e c'è sempre un buon alternarsi di accelerazioni e parti rallentate.Un suono più corposo avrebbe sicuramente dato ancora più peso al mini-cd, ma ciò non toglie che questo sia già un buon "regalo" a tutti gli estimatori di death underground.

METAL WAVE
Quello che mi appresto a recensire è il primo demo dei bolognesi Icon of Hyemes, datato 2001; nel frattempo è uscito un secondo demo dal titolo "Unpopular" che davvero vorrei ascoltare! La band inoltre suonerà prossimamente dal vivo insieme ai Vader a Porto d'Ascoli. Per quanto riguarda questo "Gift", il genere proposto è fondamentalmente death metal che racchiude però delle influenze tra le più disparate, in primis il gothic oltre a Cradle of Filth, Iron Maiden e a tratti anche qualcosa dei Dissection... La prima traccia è una intro strumentale arpeggiata, molto bella, e ci introduce alla successiva "As burning within" che dà subito un'idea della proposta e delle potenzialità del gruppo: death melodico alla svedese con bei fraseggi di chitarra, assoli di heavy metal classico e per di più il coro alla Iron Maiden nel ritornello! Il terzo pezzo supera i sette minuti di durata e risulta secondo me il migliore del disco, contiene ritmiche tipicamente thrash ed è piuttosto vario e coinvolgente. Un po' sottotono rispetto alle altre è la quarta traccia, mentre l'ultima "Revelation" è parecchio ben riuscita. A penalizzare questo demo sono a mio avviso la produzione e la registrazione, il suono della batteria è a volte potente e altre volte quasi scompare in un mixaggio abbastanza infelice, il basso si sente un po' troppo (mentre di solito avviene l'esatto contrario...), e anche il mixaggio della voce risulta piuttosto confuso, ma per il resto le idee ci sono, e delle influenze così varie riescono a rendere i pezzi dinamici e piacevoli e a tener viva l'attenzione dell'ascoltatore!
The fragile entity s.v. - As burning within 75 - Cursed menfolk 80 - Path of torture 70 Revelation (dawn of the kindred) 75 - Qualità del prodotto 75 - Originalità 75 - Tecnica 80 - Il giudizio di Metal Wave 75

DIABOLICAL
I cinque bolognesi Icon Of Hymes si sono formati nel 99 sotto il monicker di December (volevano far concorrenza ai Novembre?) poi successivamente cambiato in quello attuale con l’entrata di Luca al basso, di Vincenzo alla chitarra e successivamente del secondo chitarrista Luca. “Gift” è il loro demo di debutto e devo dire che come inizio non è per niente male. La proposta dei cinque ragazzi è molto legata al death metal scandinavo, quindi violento ma mai troppo brutale e con un occhio di riguardo verso la melodia. Le quattro canzoni ( la prima è una breve intro di chitarra con una tempesta in sottofondo) che compongono il cd ci presentano una band matura nonostante la giovane età, il songwriting è indubbiamente positivo anche se poco originale (mi ricordano molto i Dark Tranquillity e gli In Flames con qualche spruzzo di thrash alla Annihilator) e le song sono tutte coinvolgenti, elaborate e decisamente divertenti da ascoltare. Peccato però per la produzione e per la qualità del suono che sminuisce non di poco il lavoro degli I.O.H. In particolar modo la voce di Pillo è quella ad uscirne maggiormente penalizzata, ma anche il suono delle chitarre avvolte si fa molto zanzaroso e fastidioso ed è un peccato perché le qualità sono veramente ottime. Il growl di Pillo infatti non è niente male, ne troppo “soft” ne troppo sporco e molto vario e flessibile, cosa vi assicuro non facile. Anche la prestazione dei due chitarristi è ottima, riff azzeccati e buoni assoli. La registrazione penalizza molto anche il lavoro al basso di Luca, si fa infatti molta fatica a sentirlo. Bella la prima “As Burning within” dove i due chitarristi si danno un gran da fare, davvero un ottimo guitar-work e la conclusiva “Revelation”, a mio parere la migliore, ricca di buone idee e notevoli cambi di tempo. Scorre nell’anonimato invece “Path of torture”. Insieme a “Gift” ho ricevuto anche un cd con un bel video di un breve pezzo di una prestazione degli I.O.H dal vivo, sono sicuro che è proprio sul palco che i cinque bolognesi danno il loro meglio. Il prossimo lavoro sarà sicuramente qualcosa di grande, basterebbe una produzione migliore ed un pizzico di originalità. Le basi ci sono tutte, in ogni caso un demo che merita una e più ascoltate. Bravi ragazzi!! VOTO: 7\10

SILENT SCREAM
Gli Icon of Hyemes sono un quintetto italiano dedito a sonorità estreme, profondamente influenzato da quanto proveniva dalla Svezia all'inizio degli anni novanta. Ben lontani dalla sterzata ultra melodica compiuta dal genere negli ultimi anni, gli Icon of Hyemes preferiscono far riferimento a bands quali i primi Dark Tranquillity e gli At the Gates degli esordi, riuscendo allo stesso tempo ad evitare di ricalcare in maniera pedissequa i loro numi tutelari. Ovviamente è difficile giudicare una band da soli quattro brani, soprattutto in presenza di una produzione davvero inadeguata che pone dei seri limiti di giudizio a questo "Gift". Compositivamente i cinque ragazzi sembrano essere preparati a sufficienza: alternano con buona padronanza parti melodiche ed arpeggiate, caratterizzate essenzialmente dai giochi di twin guitar tanto cari all'heavy metal anglosassone, a ripartenze brucianti che tanto richiamano certo thrash d'annata, anche se non è possibile non menzionare certe gelide partiture prossime al black metal melodico ortodosso (e per questo lo spirito dei Dissection sembra comparire qua e là, soprattutto nell'ultima "Revelation (Dawn of the Kindred)". Ma, come dicevamo prima, una produzione davvero approssimativa ed amatoriale rende incerto l'esito del disco. Un genere come quello proposto abbisogna di suoni sufficientemente nitidi e di un buon bilanciamento strumentale, cose che in "Gift" mancano assolutamente soffocando letteralmente le non semplici atmosfere, a tratti sulfuree ed a tratti malinconiche, di cui tuttavia gli Icon of Hyemes sembrano aver capito l'importanza. Così come rimane sospeso il giudizio sulla maestria strumentale dei cinque, anche se credo qualcosa in più dovrebbero fare almeno a livello ritmico. Un giudizio pienamente sufficiente ma non esaltante quindi, in attesa di poterli ascoltare in una veste sonora più consona. 6/8

HATERNAL
Ed ecco qui' gli Icon of Hyemes, il " mostro a cinque teste, come loro stessi si definiscono".Questi cinque bolognesi suonano un death metal melodico dalle chiare influenze svedesi, ma con chiare rimembranze heavy, soprattutto per quanto riguarda alcune parti di chitarra.Vi assicuro che e' molto complicato descrivere quello che penso, perche non capisco se alcune scelte di questi ragazzi siano volute o se siano delle piccole pecche in fase di registrazione: per esempio, per la maggior parte del disco, i suoni scelti per le chitarre (secondo me troppo sintetici) e per la batteria (forse troppo "secca" e poco potente) non rendono merito al loro lavoro. Poi arrivo alla traccia numero 5 del loro lavoro (Revelation (Dawn of the kindred) ) e tutto sembra invece essere al posto giusto: questa canzone, sicuramente la piu' bella insieme all' intro strumentale "The fragile Entity...", mi riporta in mente, per suoni ed idee; gli Eucharist ( band svedese ormai defunta (?) e sempre sottovalutata) dei tempi della W.A.R. compilation, ed in alcuni punti anche i mitici Dissection! Purtroppo negli altri pezzi queste impressioni non sempre sono riscontrabili, forse per qualche ingenuita' in fase compositiva, soprattuto perche' personalmente le parti che mi convincono maggiormante restano quelle piu' veloci in cui i due chitarristi riescono ad esprimersi al meglio. Ci tengo comunque a sottolineare che le capacita' tecniche e compositive non mancano, anzi, penso che con un po' di maturazione questo sia un gruppo che potra dimostrare il proprio valore. Oltre al Demo il gruppo mi ha fatto anche pervenire un loro video (dove propongono l'opener track "As burning within") che oltre ad essere simpatico per la gag iniziale stile "the Blair witch project" , mostra un gruppo molto valido e coinvolgente sul palco! Tutto considerato, mi sento in diritto di dare un bel 7 in attesa di una futura conferma. Voto 7/10

MOVIMENTA
Band formatasi da poco più di 2 anni, i bolognesi Icon of Hyemes propongono questo demo “ Gift” , 23 minuti di tirato death metal, fatta eccezione per l’intro “ The fragile entity…” , nel quale a un delicato passaggio strumentale viene sovrapposto il rumore di un temporale in allontanamento, creando così un’ ottima atmosfera e ottimi presupposti per gli altri 4 pezzi componenti il demo. Gli Icon of Hyemes suonano death seguendo tutti i crismi del genere, peccando forse un po’ di personalità, ma resta il fatto che questo “ Gift” è sicuramente ben registrato e ben suonato. Provate a sentire “ Cursed Menfolk “ pezzo di più di 7 minuti con un alternarsi di parti lente, cavalcate furiose e solo, tutte ben assemblate e vi convincerete che questi ragazzi ci sanno fare. Hanno una discreta attività live alle spalle, questo non può che giovare per una prossima entrata in studio, anche se come padronanza degli strumenti ( vocalist compreso ) sono già a buon punto. Ah, complimenti per la scelta di accludere i testi dei 4 pezzi nel booklet, per come la vedo io dovrebbe uscire una legge che lo rende obbligatorio! VOTO: 6

TRAGENDA
What we have here is an italian band that play in the same way as the swedish death/black metal bands used to play the last decade. This means to pay much attention on the melodies, inserting also riffs a là Iron Maiden, of course without losing in brutality. A cool thing is that often they remind to me a not so knowned swedish band, I'm speaking of Decameron, that released an album, "My Shadow", many years ago. Really strange, doesn't it!? Icon of Hyemes is a very young band, formed just 3 years ago, and "Gift" is their first release ever, so as you can figure, the personality is almost non-existant here and the music the guys play is heavily influenced by thousand other bands, but at least what it'll come out from the speakers when you put this demo in your stereo will be something really enjoyable. The four songs + intro are very "catchy" (for the genre, of course!) with a lot of excellent riffs and a good songwriting. If the guys will continue on the same path trying to be at the same time to compose more on their own way, Surely they will be able to release successfull albums. 4.5//6

N.B.C. ART
Nie mialem ostatnio szczescia do wloskich kapel, wsród których niektóre wrecz zirytowaly swoim marnym poziomem. Ale na szczescie z ICON OF HYEMES tak zle nie jest. Ich melodyjny death-metal moze wrecz przypasc co niektórym do gustu. Troche to szwedzko ciagnie, momentami riffy brzmia takze tak, jakby ICON OF HYEMES nie robili nic innego w domu, jak tylko sluchali IRON MAIDEN. Dobrze, ze chociaz wokalista nie spiewa w stylu Dickinsona, tylko uzywa gardla w zdecydowanie death-metalowy sposób he, he. W ogóle niezle im wychodzi to cale granie i komponowanie. Pomimo sporej dawki melodyki nie mam uczucia, jakby przesadzono tu z niektórymi rzeczami, zadnej slodyczy, itp. Wszystko jest podane w odpowiedni sposób, kompozycje wcale nie nuza, a wiec jest ogólnie spoko. Moze gdyby na nastepnym materiale poprawic brzmienie (na "Gift" zdecydowanie niedopracowane), to byloby jeszcze lepiej? Tak mysle. Oby tylko ICON OF HYEMES nie dazyl uparcie ku coraz lagodniejszym dzwiekom. Nic. Pozyjemy, zobaczymy. Bedziecie mieli okazje, to posluchajcie sobie "Gift" i sami postawcie swoja opinie. Dla mnie jest lepiej, niz na przyklad na plycie ich rodaków z ENGRAM. 6.5/10

SUBURBIA
Non male per un debutto! Gli Icon Of Hyemes non nascondono il loro amore viscerale per il Death Metal, sebbene nelle loro note ci siano diversi riferimenti al classic metal di scuola maideniana! La band (bolognese?) si è formata nel 1999 per volere di Matteo (drums) e Pillo (vocals) entrambi membri dei December (R.I.P.). Successivamente si sono uniti alla band Luca (bass) e Vinicio (r. guitar). Infine è entrato come chitarrista solista Luca. Quest'ultima scelta credo sia stata fondamentale per l'economia della band. Infatti, il loro sound riesce ad essere dinamico proprio grazie alle due chitarre che producono un guitarworking notevole e molto interessante.I pezzi di Gift, quattro più un'intro, sono molto curati nella fase di arrangiamento e dimostrano quanto sia meglio aspettare una giusta maturazione delle canzoni prima di andare a registrarle. Due anni di lavoro alle spalle si sentono e rendono strutturalmente ricco ciascun brano. Bravi, ottima scelta! Finalmente qualcuno che condivide le mie stesse idee! Purtroppo però la produzione non sembra essere delle migliori e spesso i suoni appaiono alquanto confusi."Gift" si apre con un'intro intervallata da tuoni che, a mio avviso, appare del tutto inutile, come del resto la maggior parte delle intro, fatta eccezione per qualche sporadico episodio targato Bathory (ovviamente quelli degli inizi)! "As Burning Within" è una cavalcata in stile death metal melodico sorretta da chitarre di maideniana memoria. "Cursed Menfolk" ha una durata considerevole, quasi otto minuti, che alterna momenti riflessivi ad altri più brutali. L'unico aspetto che non mi è piaciuto è la prevedibilità dei suoi stacchi, mentre il riff portante, su cui è strutturato l'intero pezzo, l'ho trovato molto azzeccato ed accattivante. "Path Of Torture" ha delle chitarre molto thrash Anni Ottanta e dimostra quante possano essere le influenze degli Icon Of Hyemes. Infine, chiude questo lavoro "Revelation (Dawn Of The Kindred)" che con il suo sound ci porta direttamente in Svezia...Lavoro, passione, studi di registrazione professionali (o più semplicemente migliori di quelli usufruiti per "Gift") potranno garantire un salto di qualità a questo quintetto. Per adesso mi hanno sorpreso e spero lo possano fare anche in futuro.
songwriting: 3,5/5 tecnica: 3/5 registrazione: 2/5

METALLO ITALIANO
Si presentano come death metal band questi Icon of Hyemes ma per uno come me, che ha una visione conservatrice di questo stile, definirli tale è assolutamente fuori luogo. Per me il death metal è quello degli Obituary di "Cause of Death" et similia, fino ad arrivare al moderno brutal. Direi piuttosto che il gruppo ha qualcosa degli immensi Death del sommo Chuck (R.I.P.) e dei Children of Bodom. Le idee ci sono, ma i nostri mi sembrano un pò confusi sul da farsi. Il packing di questo "Gift", MCD d'esordio della band, si presenta un pò grossolano nella grafica ma ben confezionato, mentre la produzione lascia un pò troppo a desiderare, specie per quanto concerne le chitarre che risultano prive di potenza; ovviamente questo aspetto, specie per il genere che vogliono trattare i nostri, è una pecca non da poco. L'inizio è lasciato all'intro "The Fragile Entity..." di cui onestamente non vedo l'utilità, ma ormai è diventanta una moda! "As Burning Within" è molto C.O.B. style e nonostante qualche pecca in fase esecutiva (assolutamente giustificabile), si lascia ascoltare piacevolmente, anche se delude un pò la voce di Pillo, troppo confusionaria e per nulla comprensibile. Si procede con l'ottima "Cursed Menkolf", in cui si sentono nel riffing e nei cambi di tempo, influenze derivanti dal capolavoro "Symbolic" (è inutile stare a dire di quale gruppo sto è quest'album...vero?) e dove questa volta la voce risulta ben amalgamata con la song. Sulle stesse coordinate si muove "Path of Torture": ben strutturata e ottimamente eseguita. Il MCD si chiude con "Revelation (Dawn of the Kindred)", più speed e ritmata delle precedenti songs, con passaggi tecnicamente ben eseguiti e belle atmosfere. Con una produzione più adeguata (ricordiamo che il gruppo si autoproduce) e con una maggiore attenzione agli assoli, che a volte perdono di vista la tonalità del pezzo, gli Icon of Hyemes potranno risultare sicuramente più convincenti. Nonostante queste pecche, "Gift" è di sicuro un buon debutto e un avvio più che promettente.

ROTH'N'ROLL
Alti e bassi per gli Icon of Hyemes, autori di un death metal melodico di stampo svedese con il loro demo di debutto "Gift". Tutti e quattro pezzi presenti sul CD sono ben suonati e registrati in maniera discreta (tenendo conto dell'evidente economia del tutto), anche se lo stesso non si può dire della qualità compositiva e dell'originalità degli stessi. "As Burning Within" sarebbe ottima se non fosse per il break centrale melodico con il coro epico (a mio avviso fuori luogo) ed infatti lo dimostrano le tracce successive (tra cui spiccano "Cursed Menfolk" e la vampiresca "Revelation"), le cui strutture sono invece di buon livello. Le basi su cui poggia il tutto dovrebbero essere ben più solide, mentre l'aderenza ai modelli svedesi andrebbe stemperata. Per il futuro consiglio tanta personalità in più ed una maggiore concentrazione sull'aspetto compositivo. Attenti anche a tenere sotto controllo i passaggi tecnicamente più complessi, almeno per il momento.

BABYLON
Primo demo per questo gruppo italiano, autore di un death/black melodico, in alcuni frangenti anche decisamente innovativo. Diciamo che, essendo la prima esperienza in studio, si può chiudere un occhio su alcuni aspetti che penalizzano non poco il lavoro. A parte la qualità dei suoni pessima e la produzione praticamente inesistente, si sentono ancora molti errori ritmici ed incertezze di intonazione, che incrementano la difficoltà di comprensione della musica proposta. C'è quindi ancora molto lavoro da fare, ma le carte sono buone, basta saperle giocare.
Voto: 5,5

SATANAHIA
Pewnie zdecydowana większość z was po raz pierwszy słyszy o Icon of Hyemes, ja też dowiedziałem się o istnieniu tej kapeli dopiero wtedy gdy otworzyłem przesyłkę z Kick Promotion Agency. O historii zespołu nie ma za bardzo co się rozpisywać bo liczy się muzyka, czyż nie? A ta może nie ścina z nóg ale całkiem przyjemnie się słucha tego death metalu wzorowanego na europejskiej szkole. Agresja połączona z melodią, chociaż dominującym składnikiem jest ta pierwsza a i dobrze. Brzmienie zostało niestety skopane i to najsłabszy punkt tego demo, za mało w nim siły przebicia, jest zbyt "delikatne", gdyby było odpowiednie ta muzyka chłostała by do krwi. W sumie nie mogę się za bardzo uskarżać na "Gift" po za tym że niczego nowego do gatunku nie wnosi, gitarzyści kombinują na swoich instrumentach prze co muzyka jest całkiem interesująca, nie wkrada się tu nuda czy rutyna, może nie zaskakują ale milo się tego słucha. Słychać, że chłopaki jeszcze nie powiedzieli ostatniego słowa, że mają w sobie potencjał, który nie do końca jeszcze wykorzystują i w przyszłości mogą jeszcze zaskoczyć i pokazać na co ich na prawdę stać. Tak sobie słucham i myślę, że Włochom najbliżej do szwedzkiej szkoły ale tej starszej nie obecnej która płodzi tylko klony In Flames. Tą płytę trzeba przesłuchać 2-3 razy żeby ją polubić, trzeba odkryć na niej pewne rzeczy, na które nie zawraca się uwagi podczas pierwszego kontaktu. Myślę, ze jak zespół nie spocznie na laurach to jeszcze o nim usłyszymy, ale to już wyłącznie od nich zależy czy pójdą za tym pierwszym ciosem czy spasują, w sumie przyczółek już zdobyli i szkoda było by go stracić.

MONSTERS WORLD OF METAL
From all the bands Kick Agency are involved with, Icon Of Hyemes is probably the only band that has the right attitude. Never did I think that I would enjoy or yet see Iron Maiden influenced death metal. Hahah ok so I guess I that doesn’t make sense but no matter. This 5 track demo is interesting for the fact I do hear Iron Maiden re-plastering (to be polite) and atmospheric changes behind a Swedish sluggishness of technical progressions. For fear of sounding oxymoronic, you are wondering how can this be so. Well it is quite simple if you can see their intentions are good when you see them spicing the death metal from all corners with get ready... literally everything they can think of. Whatever it is they are trying to attempt results in fruitlessness success. You are wondering how anything that is always shifting and turning can be so undesirable right? Icon Of Hyemes’ epic and savage fury at first is tempting then forgotten quite easily. As a wise man once told me: “Maybe they want the listener to feel retarded and confused”? Vegetables are nice and all but I like my meat thick and flat out on the table.

BEYOND
An intro. Nothing particular. But I didn’t expect what followed to be so flat! I’m understating it, actually, for as far as I’m concerned this really sucks. With my legendary indulgence, though, I will try to find thousands of excuses for this young band that comes to us straight from Italy. However From the first notes of As Burning Within on, a fit of the giggles is already lurking. I can imagine the guitarist in front of me, sweating like a horse while he is trying to hook his riff to the tempo. I must say he’s not doing too good a job I don’t understand this stubbornness some musicians display when they try to do more than they can handle. That’s a pity in this case. Had Icon Of Hyemes better weighed their capacities before entering a studio, things wouldn’t have gone this far. The worst thing is that there’s a multitude of good ideas spread among the four songs of this demo. I’m thinking of the choirs on the first track, the atmospheric passages in the second one, the rhythmic figures on the third So, why spoil everything with all this haste? Moreover, the production is not on the miraculous side. Next time, take your time guys Cool Relax You can do it! 50/100

VIOLENT SOLUTION
Mouais… Comme je suis le premier à dire qu’il faut soutenir les jeunes groupes qui débutent, je vais essayer de traiter les Italiens de Icon of Hyemes avec égard, ceci bien que leur première création, ce CD démo 4 titres intitulé « Gift », ne soit pas vraiment un cadeau. Ce ne sont pas les idées qui leur manquent à nos sympathiques chevelus en jeans et baskets (surtout pas les idées qu’ils ont soigneusement recopiées dans les grands classiques de leur collection d’ailleurs), mais la capacité de rendre ces idées intéressantes. En voulant proposer une sorte de heavy/death relativement technique mâtiné de tranches atmosphériques (c.f. les riffs planants dans « Cursed Menfolk »), Icon of Hyemes couraient d’entrée le risque que leur musique se heurte au mur d’une réalisation approximative. Et paf ! Ils l’ont percuté de plein fouet, les pauvres… On plagie Dissection par ci (« Revelation »), on largue une ligne de chant hymnique à la Dickinson par là (« As Burning Within ») et on bricole un peu sa propre sauce au milieu en se donnant du mal pour faire tenir le plus de choses possibles à la minute histoire de montrer ce qu’on a dans le ventre, mais au bout du compte toute cette débauche de bonnes intentions retombe à plat comme un flan mal cuit. Premièrement, le studio Ministero del Sueno de Bologne n’est pas le Abyss. On ne lui en voudra pas (au contraire, il n’y a rien qui me file autant d’urticaire que la touche stéréotypée de toute cette armada suédoise), mais sur ce coup là il n’est pas exempt de reproches quant au ratage du mix qui rend les guitares beaucoup trop tendres jusqu’à les liquéfier en compote sonore indéfinissable lorsque le batteur attrape la tourista. Pas que ce soit forcément un crime en tant que groupe de metal de ne pas disposer de grosses décharges de guitare rythmique arrache-tympans – cela peut même s’avérer une bonne chose pour la lisibilité dans le cas d’une musique complexe – mais au train où ils vont, Icon of Hyemes vont bientôt entrer dans les critères pour pouvoir postuler à l’Eurovision. Ensuite, comme dit précédemment, c’est pas qu’on s’ennuie mais presque. Les compositions ont été conçues sans moments accrocheurs, si bien qu’elles entrent par une oreille, ressortent par l’autre et ne laissent rien sur leur passage, alliage de manque de conviction réelle (supposition) et de manque de killer-instinct (évidence). Les vocaux sont inexpressifs au possible et puis - ça n’a rien à voir mais il fallait que je le place – les clichés bouffonesques de beuveries entre potes que nos amis ritals ont cru bon d’inclure dans le livret gangrènent toute cellule de crédibilité sans espoir de rémission. Si on doit retenir un point positif, ce sera que le potentiel savoir-jouer du groupe laisse entrevoir une marge de progression certaine. Reste à savoir s’ils en feront usage pour étoffer leur style et le faire évoluer vers quelque chose de plus… parlant disons.

ANCIENT CERIMONIES
6/10

RUMORE
5/10

TOMHET.NET
This CD remind me about DARK TRANQUILLITY album "The gallery"... But ICON OF HYEMES is more aggressive. In whole I think ICON OF HYEMES rather promising band from Italy! CD contains 5 tracks, 23 minutes length. 2nd will be on ATLANTIDA compil. CD Vol.15!

MULTUM IN PARVO
Pewnie zdecydowana większość z was po raz pierwszy słyszy o Icon of Hyemes, ja też dowiedziałem się o istnieniu tej kapeli dopiero wtedy gdy otworzyłem przesyłkę z Kick Promotion Agency. O historii zespołu nie ma za bardzo co się rozpisywać bo liczy się muzyka, czyż nie? A ta może nie ścina z nóg ale całkiem przyjemnie się słucha tego death metalu wzorowanego na europejskiej szkole. Agresja połączona z melodią, chociaż dominującym składnikiem jest ta pierwsza a i dobrze. Brzmienie zostało niestety skopane i to najsłabszy punkt tego demo, za mało w nim siły przebicia, jest zbyt "delikatne", gdyby było odpowiednie ta muzyka chłostała by do krwi. W sumie nie mogę się za bardzo uskarżać na "Gift" po za tym że niczego nowego do gatunku nie wnosi, gitarzyści kombinują na swoich instrumentach prze co muzyka jest całkiem interesująca, nie wkrada się tu nuda czy rutyna, może nie zaskakują ale milo się tego słucha. Słychać, że chłopaki jeszcze nie powiedzieli ostatniego słowa, że mają w sobie potencjał, który nie do końca jeszcze wykorzystują i w przyszłości mogą jeszcze zaskoczyć i pokazać na co ich na prawdę stać. Tak sobie słucham i myślę, że Włochom najbliżej do szwedzkiej szkoły ale tej starszej nie obecnej która płodzi tylko klony In Flames. Tą płytę trzeba przesłuchać 2-3 razy żeby ją polubić, trzeba odkryć na niej pewne rzeczy, na które nie zawraca się uwagi podczas pierwszego kontaktu. Myślę, ze jak zespół nie spocznie na laurach to jeszcze o nim usłyszymy, ale to już wyłącznie od nich zależy czy pójdą za tym pierwszym ciosem czy spasują, w sumie przyczółek już zdobyli i szkoda było by go stracić.Tymothy (5,5/10)